martedì 27 settembre 2016

Serie A;Inter, non basta Perisic! Il Bologna strappa un punto a San Siro. Super Belotti e il Toro stende la Roma.Sassuolo, Lazio, Cagliari ed Atalanta ok

I nerazzurri perdono la chance di restare in scia a Napoli e Juventus e centrare il terzo successo in tre gare facendosi bloccare sull'1-1 dal Bologna: Tonfo della Roma battuto dal Torino. Lazio e Sassuolo ripartono e battono in casa Empoli e Udinese. Vittorie importanti anche per Atalanta e Cagliari. Fiorentina e Milan non vanno oltre lo 0-0.Pari prezioso del Pescara a Genova.


Genoa-Pescara 1-1 (47' Simeone, 85' Manaj)

Al Ferraris finisce 1-1 una gara ricca di polemiche ed episodi. Nel primo tempo il Genoa protesta per un presunto tocco di mano sulla linea di Zampano, si porta in vantaggio con Simeone ma viene raggiunta da Manaj all’ultimo respiro dopo aver perso per espulsione Edenilson e Pandev. Al di là degli episodi (comunque decisivi) si può parlare di un primo tempo targato Pescara e di un secondo di marca Grifone.

Inter-Bologna 1-1 (14' Destro, 37' Perisic)

L’Inter rallenta e non va oltre il pareggio al Meazza contro il Bologna. Felsinei pimpanti in avvio, Kondogbia si fa rubare il pallone da Taider e gli ospiti passano: Verdi apre lo spazio per Destro che infilza Handanovic al 14’. Il francese viene sostituito da de Boer al 28’ per scelta tecnica e l’Inter inizia a giocare. Candreva pesca con un cross perfetto Perisic, il cui diagonale volante vale l’1-1 al 37’. Nella ripresa, i nerazzurri attaccano, ma non basta nemmeno l’esordio di Gabigol. IcardiRanocchia sprecano nel finale.

Lazio-Empoli 2-0 (29' Keita Balde, 89' Lulic)


Keita Balde debutta da titolare in stagione e la Lazio cambia marcia “nel bene e nel male”, fra gli inutili assoli e il gol del senegalese che sblocca lo score al 29’: stop a centro area su una rimessa corta di Bellusci e destro vincente, angolato rasoterra. L’Empoli inizia fortissimo la ripresa: cross di Croce e traversa di Pucciarelli, che sfiora il pari al volo nel finale dopo una respinta decisiva diWallace su Mchedlidze. Al novantesimo, Senad Lulic raddoppia di testa schiacciando in corsa uno spiovente di Immobile: la Lazio - senza Biglia e Marchetti, ma con un grande Wallace all’esordio da titolare - raggiunge quota 10 punti; l’Empoli, alla quarta sconfitta in 6 giornate, è già a fondo classifica.
Sassuolo-Udinese 1-0 (34' Defrel)

Se non ci fosse stato un finale rusticano dei friulani, con tanto di due traverse colpite nel giro di un minuto (all’88’ con Antei e all’89’ con Felipe), si potrebbe parlare del classico massimo risultato con il minimo sforzo. Invece non è così. Ma poco male per un Sassuolo privo di otto infortunati (tra cui ben sei titolari) e comunque capace di dominare in lungo e in largo per un’ora. L’episodio decisivo arriva al 34’, quando Defrel infila un colpevole Karnezis su cross dalla destra di Lirola. Iachini sbaglia completamente formazione e soltanto nel finale, quando inserisce Zapata, Perica ed Ewandro, riesce a rendersi pericoloso. Il Sassuolo sale a 9 punti (12 senza la sconfitta a tavolino con il Pescara), l’Udinese resta ferma a 7.

Fiorentina-Milan 0-0

La Fiorentina ha fatto la partita dall’alba al tramonto del posticipo del Franchi, il Milan ha rischiato di portare a caso il bottino pieno agendo di rimessa: questo in estrema sintesi il copione di un match avvincente tra due squadre in ottima salute. Se il Milan raccoglie il terzo risultato utile consecutivo (e la terza porta inviolata in serie) agguantando la doppia cifra in classifica, la Fiorentina si arrampica a quota otto fermo restando il match da recuperare contro il Genoa. È stata - quella dell’Artemio Franchi – la partita delle prodezze di Donnarumma, degli svarioni di De Sciglio, del rigore fallito da Ilicic, delle invenzioni di Borja Valero e dei contropiede sanguinosi del Diavolo: il giallo” nel finale ha incendiato ulteriormente uno dei match più divertenti di questo primo scorcio di stagione.

Torino-Roma 3-1 (8' Belotti, 52' rig. Iago Falque, 55' Totti , 65' Iago Falque)

20 partite senza perdere, poi due ko in 7 giorni. È la solita Roma: quella a cui serve ancora qualcosa per diventare grande, quella che crea tanto e spreca altrettanto, quella che in difesa fa sempre e comunque acqua. Il 3-1 con cui il Torino di Belotti e Iago Falque (gol per il primo, doppietta per il secondo, ex dell'incontro) travolge i giallorossi è probabilmente esagerato, nonostante i granata non rubino nulla, perché la squadra di Spalletti le occasioni le confeziona. Soltanto che non le sfrutta, a causa della solita imprecisione di Dzeko e delle parate dell'ex compagno al City Hart. Uno dei veri protagonisti, assieme ai due attaccanti, di un lunchtime match da ricordare per i colori granata. Soltanto il solito Totti, inserito nell'intervallo e a segno su rigore, prova a riaprire i discorsi, ma il suo gol numero 250 in Serie A ha un sapore particolarmente amaro. Classifica che qualcosa già dice: l'incostante Toro sale a quota 8 e spera di aver trovato finalmente quella continuità che fin qui non si è vista, mentre la Roma perde l'occasione di rimanere a contatto con Juventus e Napoli, protagoniste della prima minifuga del torneo. I punti di distacco dai bianconeri, dopo 6 turni, sono già 5.

Cagliari-Sampdoria 2-1 (37' João Pedro, 86' Bruno Fernandes, 88' Melchiorri)

Non era un pesce, l'infortunio che lo scorso 1° aprile aveva tolto di mezzo Federico Melchiorri, costretto a saltare l'ultima parte di campionato di B e a godersi in stampelle la festa promozione del Cagliari: era un infortunio vero, una lesione del crociato anteriore del ginocchio destro che avrebbe costretto l'ex pescarese a uno stop di diversi mesi. Il destino vuole che sia proprio lui, nella serata del rientro in campo in una partita ufficiale, a decidere il posticipo contro la Sampdoria: suo il gol del definitivo 2-1 all'esordio nella massima serie, anche se il liscio da “Mai dire gol” di Viviano che gli consente di calciare agevolmente in rete con la porta sguarnita è di quelli da cerchiare più e più volte con la matita rossa. Di João Pedro e Bruno Fernandes, altro subentrato, le altre reti di una gara non spettacolare, ma equilibrata e sempre in bilico. L'altra faccia della medaglia, ovviamente, è la Samp. La bella Samp di Marco Giampaolo, capace di conquistare due vittorie nelle prime due giornate e di maramaldeggiare, almeno per un tempo, in casa della Roma. Prima di sgonfiarsi in maniera piuttosto incomprensibile. Sono 4 i ko consecutivi dei blucerchiati, superati in classifica dai sardi e, da oggi, quartultimi a un solo punticino dalla zona retrocessione.

Crotone-Atalanta 1-3 (2’ Petagna, al 40’ Kurtic, al 45’ Gomez, all’81’ Simy)

L’Atalanta si rialza mentre il Crotone scivola sempre più giù. Nel primo posticipo del lunedì all’Adriatico di Pescara, dove il Crotone sarà esiliato ancora fino al 23 ottobre prossimo, gli orobici passeggiano sugli uomini di Davide Nicola e salvano la panchina di Gian Piero Gasperini. Senza nemmeno uno sforzo eccessivo, i nerazzurri mettono la pratica in archivio dopo 45 minuti con un 3-0 che non lascia spazio a repliche e che soprattutto certifica la pochezza del Crotone. Senza idee i calabresi, che in queste prime sei giornate hanno dimostrato di essere davvero poca roba. Una ragione si può trovare nelle partite in casa giocate a Pescara: manca il calore dello Scida, che il Crotone ritroverà dal 23 ottobre prossimo. Ma ciò non basta a giustificare una differenza marcata tra i calabresi e le altre pretendenti alla salvezza. L’Atalanta la sblocca subito, poi passeggia e, rimasta in inferiorità numerica nella ripresa per il rosso diretto a Kessie al 62’, soffre solo negli ultimi minuti dopo il gol della bandiera di Simy. E’ salva dunque la panchina di Gasperini, che può respirare per qualche giorno e che viene ripagato dalle sue scelte, anche coraggiose. Petagna viene preferito a sorpresa a Paloschi e Pinilla, e regala una prestazione praticamente perfetta. Al Crotone serve una scossa prima che sia davvero troppo tardi, perché di questo passo il sipario sulla stagione degli Squali potrebbe calare troppo presto. Si può ripartire dagli ultimi 15 minuti, giocati con ritmo, orgoglio, intensità e pericolosità. Di certo non basta, però è un timido inizio.
fonte:Eusrosport.com